Causa blog omonimo pre-esistente con cui vorremmo evitare confusioni, Squilibri diventa Sottotomo e si trasferisce qui:

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PerissinottoImmaginate di essere una psicologa che per necessità si trova a fare la detective. Immaginate di ritrovarvi in mezzo al nulla, di notte, a scavare in cerca di un cadavere. Il terrore di Anna Pavesi, protagonista del libro di Perissinotto, è autentico quanto le atmosfere ovattate dalla nebbia in cui si muove.

Vincitore del Premio Grinzane Cavour 2005 Alessandro Perissinotto, torinese, costruisce un giallo convincente anche se a tratti rigido. L'ambientazione bergmasca giova al realismo dell'intreccio e il modo di dar voce a una donna appare tutto sommato credibile. Con alcuni ma, naturalmente.

Si tratta senza dubbio di un autore da tenere d'occhio, che potrebbe però maturare e lasciare da parte qualche caduta nel "pensierocosmicoinseritoacaso" tanto per dare spessore al racconto. Sinceramente, non ce n'è bisogno. Anche se alcuni elementi della trama appaiono un po' deboli, il romanzo è avvincente e le sottotrame sentimentali e affettive sono ben equilibrate.

Ideale per: una serata primaverile o estiva. Assolutamente sconsigliato in autunno

Uscito nel 2004 per la casa edtrice Lain, questo libretto dalla copertina fucsia merita senz'altro di essere salvato dall'oblio.

Cosa ci fanno due fatine scozzesi con la passione del rock e del whiskey in giro per la grande Mela? Creano il caos, ovviamente!
Tra una litigata e l'altra su chi sia la migliore violinista le due riescono a travolgere ogni cosa e persona con cui entrano in contatto, arrivando a scatenare una vera e propria guerra tra fate locali.

Lasciato da parte l'immaginario un po' buonista del mondo incantato Millar scrive una storia leggera e divertente, con punte di demenzialità ammirevoli e un sano disinteresse per il politically correct.

Il libro non sarà di quelli che lasciano il segno, ma è l'ideale accompagnamento per una giornata di sole nel parco di una grande città.

Dello stesso autore è appena uscito Sogni di sesso e stage diving 

La domanda non è scontata: è giusto stroncare un libro sconosciuto?

Se compilassimo solo recensioni positive su libri bellissimi sarebbe legittimo sospettare qualche falla nel nostro senso critico. Personalmente riprendo il pensiero di chi ha detto: in questo paese si legge troppo poco, parlare di un brutto libro leva spazio a quelli buoni. Mi sembra un'ottima cosa mettere in guardia dalle sòle editoriali, specie quando provengono da mano famosa da cui ci si aspetterebbe qualcosa di buono, ma perché accanirsi su chi comunque è già lontano dai riflettori?

Detto questo, di tanto in tanto mi riservo la facoltà di segnalare i capolavori di bruttezza che si distinguano per demeriti eccellenti.

Ad esempio… Il segreto di Monna Lisa di Dolores Garcia: avete presente il Leonardo di Non ci resta che piangere? Ecco, nel migliore dei casi il tentativo dell'autrice di creare una bio-misterio-grafia strappa un sorriso facendo pensare al film. Sorriso che diventa risata quando tra un segreto, una rivelazione e una tirata sull'arte, scopriamo che Leonardo ha inventato il tovagliolo e il panino e Monna Lisa è in grado di interpretare i sogni meglio di Freud!

Ah beh…

Cresciuta con una ferrea educazione classica, a suon di lingue morte e vecchi, polverosi professori, solo recentemente – ammetto la mia pecca – mi sono avvicinata, grazie a qualche amico e al mio compagno, al mondo del fumetto.

Mondo spesso molto meno banale di tanti "best sellers" da libreria patinata, mondo in cui calarsi rivela altri miliardi di mondi diversi…

Da qualche mese ho scoperto Rat Man, l'antieroe che occhieggia alla Marvel, di Leo Ortolani. Rat Man, nel suo modo surreale, mette a nudo le contraddizioni di un mondo dove spesso è più importante apparire che essere e riesce a cogliere il lato ridicolo di questo secolo in modo semplice, immediato ma per nulla banale.

Se volete saperne di più, andate al sito ufficiale dell'uomo topo: http://www.imd.it/Rat-Man/Indice.htm 

ave et salve

Panzallaria 

Un libro e una gallery

Donna che legge

Da Internaute

amèlie nothombNomedeplume inaugura il suo lato del blog con la recensione di una delle autrici che più ama, la favolosa Amèlie!

Venne il momento in cui la sofferenza altrui non li sfamò più: ne pretesero lo spettacolo.
Se l'idea stessa di reality non vi sembra sufficientemente barbara, immaginate di sommare orrore a barbarie e avrete Concentramento, il campo di sterminio in versione televisiva. Televisione verità, naturalmente, dove i partecipanti sono reclutati con rastrellamenti, solerti kapò si impegnano per annullare ogni dignità fisica e morale e la prova della settimana è sopravvivere alla selezione per la camera a gas.

Solo l'adorabile perfidia di Amélie Nothomb poteva assumersi il compito di raccontare l'ultima frontiera della perversione del piccolo schermo e uscirne con un inno alla purezza.
Solo lei poteva cogliervi un'altra occasione per dipingere un amore che divinizza il suo oggetto: quello della detestabile kapò Zedna per laprigioniera CZK 114, eroina che accoglie il proprio ruolo divino impersonando il bene assoluto che non può accettare il compromesso senza tradire la propria natura.
Non manca l'ironia, nel racconto della Nothombe, ma c'è spazio soprattutto per l'atto d'accusa verso il telespettatore, riconosciuto come l'autentico carnefice. Una bella frecciatina arriva anche per i mass media che dietro l'ipocrita alibi di condannare la crudeltà del programma necavalcano la popolarità e ne accrescono di continuo l'audience.
L'appuntamento annuale con la scrittrice belga non tradisce le aspettative regalando un racconto convincente su un tema ad alto rischio di retorica. Rischio che Amélie Nothomb affronta e supera con grazia, sorretta ancora una volta da una scrittura asciutta ed evocativa al tempo stesso.