Immaginate di essere una psicologa che per necessità si trova a fare la detective. Immaginate di ritrovarvi in mezzo al nulla, di notte, a scavare in cerca di un cadavere. Il terrore di Anna Pavesi, protagonista del libro di Perissinotto, è autentico quanto le atmosfere ovattate dalla nebbia in cui si muove.
Vincitore del Premio Grinzane Cavour 2005 Alessandro Perissinotto, torinese, costruisce un giallo convincente anche se a tratti rigido. L'ambientazione bergmasca giova al realismo dell'intreccio e il modo di dar voce a una donna appare tutto sommato credibile. Con alcuni ma, naturalmente.
Si tratta senza dubbio di un autore da tenere d'occhio, che potrebbe però maturare e lasciare da parte qualche caduta nel "pensierocosmicoinseritoacaso" tanto per dare spessore al racconto. Sinceramente, non ce n'è bisogno. Anche se alcuni elementi della trama appaiono un po' deboli, il romanzo è avvincente e le sottotrame sentimentali e affettive sono ben equilibrate.
Ideale per: una serata primaverile o estiva. Assolutamente sconsigliato in autunno
14 April, 2006 at 12:00 am
Bellissimo il neologismo “ambientazione bergmasca”. Un atmosfera Bergmaniana “de hota”, un giallo taragna svedese.
Brava
Iorek
14 April, 2006 at 11:12 am
A volte la tastiera ne sa più del cervello;-)
15 April, 2006 at 9:03 am
Uhm, è sempre un piacere scoprire luoghi in cui si parla di libri, ma visto che siete “freschi di stampa” avreste almeno potuto essere originali nel titolo, senza rischiare la sovrapposizione con un blog che ha lo stesso nome. Chessò, aggiungerci una parentesi quadra, uno slash… Noi, due anni fa, lo abbiamo fatto.
Ciao, auguri. :)
18 April, 2006 at 8:02 am
Grazie per gli auguri, sono graditissimi. Per quanto riguarda il nome, che dire, ce ne siamo accorte troppo tardi e stiamo meditando di rimediare. Non è escluso che questo Squilibri migri presto sotto nuova identità
18 April, 2006 at 8:37 am
Cara Nomedeplume, mi fa piacere che tu abbia inteso la mia osservazione esattamente per quello che è :)
Ovvero, le aride “leggi” della Rete, compresa la sensibilità senza cuore dei motori di ricerca, giocano a tutto svantaggio delle omonimie, sigh! :(
Invece, qualunque sarà l’identità che darete ai vostri contributi bibliofili, sarà un piacere leggervi e – come ho sempre fatto – cogliere e ricambiare spunti utili.
Vado a mettervi nel mio aggregatore. A presto :)