La domanda non è scontata: è giusto stroncare un libro sconosciuto?
Se compilassimo solo recensioni positive su libri bellissimi sarebbe legittimo sospettare qualche falla nel nostro senso critico. Personalmente riprendo il pensiero di chi ha detto: in questo paese si legge troppo poco, parlare di un brutto libro leva spazio a quelli buoni. Mi sembra un'ottima cosa mettere in guardia dalle sòle editoriali, specie quando provengono da mano famosa da cui ci si aspetterebbe qualcosa di buono, ma perché accanirsi su chi comunque è già lontano dai riflettori?
Detto questo, di tanto in tanto mi riservo la facoltà di segnalare i capolavori di bruttezza che si distinguano per demeriti eccellenti.
Ad esempio… Il segreto di Monna Lisa di Dolores Garcia: avete presente il Leonardo di Non ci resta che piangere? Ecco, nel migliore dei casi il tentativo dell'autrice di creare una bio-misterio-grafia strappa un sorriso facendo pensare al film. Sorriso che diventa risata quando tra un segreto, una rivelazione e una tirata sull'arte, scopriamo che Leonardo ha inventato il tovagliolo e il panino e Monna Lisa è in grado di interpretare i sogni meglio di Freud!
Ah beh…
5 April, 2006 at 10:29 pm
ah ah ah questa è onesta intellettuale!
6 April, 2006 at 2:10 pm
“non l’ho letto e non mi piace” (vanni scheiwiller)…..
9 April, 2006 at 10:15 am
Di solito mi appello a uno dei punti del decalogo da voi citato in altro post, se decido di non finire un libro non gli dedico altro tempo che semmai sconsigliarlo agli amici. Mi fa piacere scoprire un luogo dove si parla di letture e di lettori. Buona domenica (nm)
25 March, 2007 at 2:19 pm
bowflex
In these ladies and gentlemen, amelioration in the frequency and/or abusiveness of migraines resulted from dietary changes designed to exercise power over the blood sugar.